Skip to Main Content
Immagine di copertina

Leggere contro il virus

Di Matteo Moca • aprile 14, 2020

Tra le tante e complesse urgenze economiche legate al coronavirus, ce n'è una che riguarda il mondo dell'editoria: non solo per il numero di uscite previste che sono state posticipate a data da destinarsi, con il conseguente slittamento di ciò che era già programmato in momenti successivi, ma soprattutto per il crollo verticale nel numero delle vendite (l'ultimo documento dell'Associazione Italiana degli Editori parla di «ben il 98% degli editori che ora valuta il danno come significativo o drammatico per l’intera filiera»), dettato non solo dalla serrata delle librerie come deciso in un decreto del governo, ma anche dalla politica sulle spedizioni di Amazon, pur restando la possibilità di acquistare da altre piattaforme online con fisiologici ritardi.

Se il supporto cartaceo fatica in questo periodo a circolare, lo stesso non si può dire per il formato ebook

Anche se ovviamente i dati sono da valutare con molta attenzione poiché gli aumenti degli acquisti sono dettati pure dall'eccezionalità della situazione. Eppure questo panorama può rivelarsi un momento decisivo per il futuro dei libri digitali: da questo punto di vista il ragionamento si era spesso arenato su una sterile discussione su quale sia il miglior supporto, se sia meglio l'odore della pagina di carta o la possibilità di tenere una libreria sterminata in una mano, ma è arrivato forse il momento di indagare come possano cambiare le abitudini dei lettori e se le due forme di utilizzo possano convivere. Un contesto in cui i protagonisti saranno, ovviamente, gli editori.

Un fattore che sicuramente contribuisce a far registrare il massiccio incremento delle vendite di ebook è infatti legato anche alle molte promozioni che gli editori stanno mettendo in atto; un ulteriore elemento di interesse perché dà al lettore la possibilità di provare a comprendere la natura delle scelte delle case editrici, che si stanno rivelando diverse, per quanto tutte unite dallo stesso fine commerciale. Ad aggiungere un ulteriore elemento di stranezza sta il fatto che in questo momento le persone che continuano a leggere sono moltissime, probabilmente più di prima, e lo fanno riprendendo vecchi libri che avevano in casa in attesa da chissà quando di essere sfogliati, ma anche utilizzando, magari per la prima volta, strumenti digitali (oltre che i numeri dei vari ebook store, è interessante anche il caso di MLOL, una piattaforma di prestito digitale con i contenuti delle biblioteche italiane, ottima per prendere in prestito ebook o scaricarli, ma anche per leggere i quotidiani attraverso l'iscrizione alla propria biblioteca cittadina, piattaforma che registra aumenti di accessi intorno al 100%).

Gli editori sono allora in cerca di strategie alternative in grado di sfruttare i mezzi digitali, così da tenersi vicini i lettori ma anche avvicinarne e convincerne di nuovi

Uno dei primi editori ad attivarsi su questo fronte è stato Il Saggiatore che, aderendo alla campagna Solidarietà digitale del Ministero per l'Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione, ha iniziato a mettere a disposizione per tutti e gratuitamente un titolo dal suo catalogo in formato digitale ogni due giorni: in questo caso il punto di riferimento è il sito dell'editore e tra le scelte fatte dalla casa editrice milanese c'è da segnalare una mossa interessante, quella di pubblicare come secondo titolo della campagna il romanzo La Dragunera di Linda Barbarino, finalista al premio Calvino, sparigliando un po' le carte poiché ha offerto gratuitamente un romanzo che in quel momento era in uscita su supporto cartaceo.

Dando un'occhiata agli altri titoli messi a disposizione dal Saggiatore, si può provare a intravedere la natura delle scelte: si trovano nella lista dei libri messi a disposizione testi forti e longevi del catalogo (uno su tutti, lo splendido L'anno del pensiero magico di Joan Didion), autori rappresentativi come Joyce Carol Oates o bei testi di saggistica più o meno inerenti alla situazione (in quest'ultimo gruppo spicca Gli immortali. Storie del mondo che verrà di Alfredo Giuliani, libro che merita di stare al fianco delle ricerche di Mark O'Connel pubblicate da Adelphi in Essere una macchina, intrigante ricerca su quello che ci attende alla fine dell'esistenza).

La Nave di Teseo di Elisabetta Sgarbi ha invece scelto di andare controtendenza, o forse di inaugurarne una nuova, anticipando la pubblicazione in ebook, e anche in anteprima mondiale, di quello che si annunciava come uno dei titoli più forti del loro catalogo 2020, l'autobiografia di Woody Allen dal titolo A proposito di niente:

«In un momento così difficile per l’Italia – ha dichiarato la publisher della casa editrice –, ho pensato che anche i lettori italiani, costretti a stare a casa, dovessero avere l’opportunità di leggere questo libro tanto atteso di uno scrittore e regista tanto amato. A me, leggere A proposito di niente ha dato ore di pura gioia e senso di libertà. Spero anche ai lettori».

In effetti è proprio così, il libro non è solo un racconto attraverso le parole del regista della propria esistenza e della propria opera cinematografica, ma anche un viaggio sentimentale a New York lungo ottant'anni (si leggano, per esempio, le belle pagine in cui Allen descrive lo sbocciare della primavere nella Grande Mela).

A proposito di niente di Woody Allen

Nato a Brooklyn nel 1935, Woody Allen ha iniziato la sua carriera nello spettacolo a sedici anni, scrivendo battute per un giornale di Broadway, e ha continuato a scrivere per la radio, la televisione, il teatro, il cinema e il New Yorker. Ha lasciato la stanza dello scrittore decenni fa per diventare comico nei locali notturni e, da allora, un regista conosciuto in tutto il mondo.

Visualizza libro

Diversamente ha fatto Adelphi: la casa editrice milanese ha infatti deciso di lanciare una collana interamente dedicata a testi in digitale. Per ora si tratta di estratti di titoli rimandati a causa dell'emergenza e di cui viene offerto ai lettori un assaggio, seppure si tratti sempre di testi compiuti, libri autonomi in miniatura, confezionati con la solita cura e attenzione, come dimostrano anche le belle copertine, che riprendono uno dei primi progetti grafici dell'editore, a opera di Enzo Mari, per la collana “Classici”.

Il titolo della collana è “Microgrammi”, e alla base del progetto sta la stessa forma di «concupiscenza», così la definisce l'editore facendo riferimento a uno degli ultimi titoli pubblicati, Concupiscenza libraria di Giorgio Manganelli, che anima chi legge i libri, chi li ama e chi li fa, un sentimento di cui «non è facile liberarsi, anche in circostanze avverse. Specie in circostanze avverse. Costretti alla clandestinità, i libri prosperano. È già accaduto non poche volte – e adesso tentiamo di farlo succedere di nuovo».

La scelta decisa di Adelphi nasce certamente dalla necessità di far leggere qualcosa, anche qui come nel caso di La nave di Teseo, ma alla necessità del momento si unisce anche la «voglia», così la definisce Matteo Codignola, editor di Adelphi, in una intervista su Rivista Studio, «di fare libri. O, se vuoi, dall’incapacità di pensare o fare qualcosa che non abbia la forma di un libro. Forse è uno stile di vita poco ortodosso, di cui questa collana si può considerare un coming out». Anche assecondando queste parole, e vuoi per l'importanza della casa editrice, vuoi per l'affetto e la bibliofilia che guidano i suoi lettori, i libri che inaugurano “Microgrammi” si pongono come un “case study” interessante rispetto al mondo degli ebook, un mondo che, come detto, sembra aver tratto nuove energie in queste settimane, soprattutto nella prospettiva di un cambiamento rispetto al precedente rapporto avversativo con la carta.

Questi i primi titoli della collana: Dolore (traduzione di Matteo Codignola), un testo inedito in Italia di V.S. Naipaul, pubblicato in origine sul New York Times, Fratelli che raccoglie invece due racconti di Ivan Bunin tradotti da Claudia Zonghetti che sarebbero dovuti apparire nella raccolta Il signore di San Francisco e, infine, Un delitto in Gabon (tradotto da Maria Di Leo) composto da due «racconti esotici» di Georges Simenon, anch'essi parte di una raccolta, La linea del deserto, la cui uscita è stata rimandata (anche in questo caso Adelphi ha scelto di puntare su un autore estremamente noto e simbolo del suo catalogo). Una delle caratteristiche che risalta di questa nuova collana è la lunghezza dei testi, che si muovono tra le trenta e le settanta pagina, leggibili, al massimo, in un paio d'ore. Credo stia qui uno dei fattori più interessanti di questa collana, ovvero nella scelta, confezionando dei prodotti ad hoc, di un'estensione del testo ben precisa, assolutamente perfetta per la lettura su qualsiasi ebook reader e anche, eventualmente, su cellulare, testi che potremmo un po' semplicisticamente definire brevi.

Dolore di V.S. Naipaul

Questo testo, inedito per l’Italia, è uno degli ultimi scritti da V.S. Naipaul - ed è anche uno dei più diretti e personali. È apparso per la prima volta sul «New Yorker» del 6 gennaio 2020.



Visualizza libro

Questa considerazione spalanca anche una riflessione più ampia, che si inserisce nella complessa diatriba tra cartaceo e digitale: in queste settimane mi sono trovato a leggere molto di più in digitale per ovvi motivi e mi sono accorto subito della mia preferenza per testi più o meno brevi, leggibili in qualche ora, il formato, per intendersi, di questi primi tre volumetti adelphiani (quello di Naipaul è il più breve dei tre, si legge in una mezz'ora, ed è un bellissimo memoir che muove dalla morte del padre e del fratello). Che sia questa la conformazione attraverso la quale l'ebook può trovare la sua definitiva sistemazione nel rapporto con il cartaceo? È presto per dirlo, ma resta il fatto che la predisposizione e la preferenza per testi brevi è spesso considerata una delle caratteristiche dei lettori del nostro tempo. Un'operazione quindi anche di scardinamento delle prassi di lettura che si basa su testi brevi, autonomi e complessi, operazione che Adelphi aveva già iniziato in cartaceo con la collana Minima, composta di piccoli tesoretti, come Il crollo di Fitzgerald per fare solo un esempio, realmente tascabili e leggibili senza fatica sui mezzi pubblici, in attesa dal medico o, di questi tempi, mentre si attende di entrare al supermercato.

Ritornando sul versante ebook, e senza alcun desiderio di completezza, è certo da segnalare anche l'attività dell'editore di Macerata Quodlibet, che già da diversi anni ha creato una collana dedita solo alla pubblicazione di libri in formato digitale, confezionati con la solita cura che contraddistingue i libri dell'editore. Il nome della collana è “Note azzurre”, diretta da Giuseppe Dino Baldi, Elena Frontaloni, Giovanni Maccari e Giuseppe Girimonti Greco, e anch'essa si basa sulla convinzione che «il supporto digitale sia una grande opportunità, per chi fa i libri e per chi li legge»: all'interno dei titoli si trovano testi classici o dispersi, curiosità bibliografiche e traduzioni dal grande valore. Il primo volume pubblicato è un testo di David Bell, storico americano, dall'emblematico titolo La biblioteca senza libri, un'indagine sul futuro delle biblioteche in tempi digitali e, per estensione, dei supporti cartacei, ma anche un'analisi su come il gusto e le abitudini dei lettori cambino nel corso degli anni, con una giusta appendice dove Riccardo Ridi, professore di Bibliografia e Biblioteconomia a Venezia, confronta la situazione americana raccontata da Bell con quella italiana.

Il confronto tra le scelte di Quodlibet e quelle di Adelphi sottolinea come il tema di dove leggere stia a cuore agli editori, e non solo in questa situazione

Come testimonia il fatto che la collana “Microgrammi”, sempre secondo le parole di Codignola, sia frutto più di un'accelerazione dei tempi che di un fulmine a ciel sereno. Codignola parla anche di una «coabitazione pacifica» delle forme cartacea e digitale: ognuno secondo il suo gusto e le sue inclinazioni decide cosa vuole avere in casa (io per esempio ho un'intera sezione della mia libreria dedicata ai libri piccoli, quelli che spilluzzico ogni tanto con facilità e piacere), il libro è pur sempre anche un feticcio oltre che un ottimo oggetto di arredamento, l'importante è scavalcare il muro che separa posizioni dogmatiche e abbandonarsi a piaceri della lettura, anche nuovi, come può essere quello di leggere una manciata di pagine di Simenon, Naipaul, Nodier, Papini o Cechov attraverso uno schermo.

Matteo Moca, dottore di ricerca in Italianistica, è insegnante e critico letterario. Ha pubblicato la monografia, Tra parola e silenzio. Landolfi, Perec, Beckett (La scuola di Pitagora, 2017) e ha curato Madonna di fuoco e Madonna di neve di Giovanni Faldella (Quodlibet, 2019). Si occupa in particolare dell'opera di Tommaso Landolfi, e, tra gli altri, di Elsa Morante, Anna Maria Ortese e Georges Perec, oltre che delle convergenze tra letteratura e scienze umane. Scrive di letteratura contemporanea su quotidiani e riviste.



Segui la pagina @kobobooks su Instagram

Hai bisogno di contattarci?

Richieste e assistenza clienti Richieste media

If you would like to be the first to know about bookish blogs, please subscribe. We promise to provided only relevant articles.