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"Non è l’amore che salva". Intervista ad Amabile Giusti

Di Giulia Ausani • maggio 13, 2020

“Sono una semplice amante della scrittura che si siede alla scrivania e crea”. E Amabile Giusti crea tantissimo: il suo primo libro, Non c’è niente che fa male così, è stato pubblicato nel 2009, e da allora non si è più fermata. Nel giro di una decina d’anni ha scritto e pubblicato venti romanzi di generi diversi, dal fantasy contemporaneo alla commedia romantica. E sotto lo pseudonimo di Virginia Dellamore ha dato alle stampe altri otto romance storici.

“Scrivo continuamente, a volte anche di notte”, ci ha detto. “Mi è capitato di vedere l’alba dalla mia scrivania. In effetti non ricordo un periodo della mia vita in cui non ho scritto”. Fino a poco più di una decina di anni fa, però, ha sempre tenuto i suoi scritti per sé. “Neanche la mia famiglia sapeva qualcosa. Vedevo i miei romanzi come un’espressione della mia passione, qualcosa di personale che nessuno avrebbe mai letto”. Poi un giorno si è decisa a mandare il manoscritto di Non c’è niente che fa male così alla casa editrice La Tartaruga (“Tanto per tentare. Non avevo niente da perdere”). E loro lo hanno pubblicato.

Marco, uno dei protagonisti di quel primo romanzo, è un avvocato senza un briciolo di passione per il suo lavoro. Proprio come per anni è stata Giusti, anche se l’avvocatura non è mai stata la sua strada. “Era la vita di qualcun altro. Ho capito di non essere fatta per quel mestiere quando l’avvocato da cui facevo la pratica mi disse che un atto di citazione che avevo scritto sembrava un romanzo”, ha raccontato ridendo.

Non c'è niente che fa male così di Amabile Giusti

Caterina ha diciassette anni ed è una ragazza solitaria e scontrosa. I compagni di scuola la osservano con sospetto e ha un pessimo rapporto anche coi suoi genitori. Marco ha trentasei anni ed è un uomo deluso dalla vita che annega le sue frustrazioni private in decine di relazioni inutili e senza storia.

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Dopo Non c’è niente che fa male così sono arrivati altri romanzi. Ci sono stati il chick lit Trent’anni… e li dimostro (con il suo seguito, Vieni a vedere perché), i fantasy contemporanei Cuore nero e Cuore cremisi, poi la saga fantasy ancora in corso Odyssea, con quattro volumi già pubblicati. E poi commedie romantiche come La donna perfetta e romanzi new adult come Tentare di non amarti. Storie diverse di generi diversi, accomunate da un doppio fil rouge: l’amore come conseguenza della crescita personale della protagonista femminile.

“Il filo conduttore è l’amore, ma sono storie d’amore per se stessi”, ha spiegato Giusti. “La scoperta di sé, la crescita e il cambiamento sono presenti in tutti i miei romanzi, dove il succo è sempre l’evoluzione della protagonista. Parte da una situazione difficile, di disagio personale, professionale o economico, e poi conquista fiducia in se stessa. Solo allora trova l’amore”. La filosofia di Giusti è che “non è l’amore che salva. Ognuno salva se stesso, e dopo essersi salvato trova l’amore”.

Trent'anni... e li dimostro di Amabile Giusti

Carlotta ha quasi trent'anni, e si considera una sfigata cronica: raggiunge il metro e sessanta solo con i tacchi a spillo, ha una famiglia decisamente folle e all'orizzonte non vede l'ombra di un fidanzato come si deve. Non solo: è appena stata licenziata a causa della sua irrefrenabile schiettezza... ma ora, per arrivare a fine mese, è costretta ad affittare una stanza del suo appartamento. Luca, il nuovo inquilino, ha molti pro (è bellissimo, fa lo scrittore, è dannatamente simpatico) ma altrettanti contro...

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Le ispirazioni per i suoi libri arrivano di continuo, specialmente dalla vita reale. Giusti fa people watching (“Non so se sia un nuovo sport o un reato”, ha scherzato): studia le persone che la circondano, sconosciuti che incrocia per strada, e su di loro costruisce personaggi e vicende. A volte invece le idee arrivano addirittura dai sogni, come nel caso di Cuore Nero: “Ho sognato il primo capitolo dopo aver passeggiato fino a questa villa dall’aspetto decadente che mi era subito sembrata la location perfetta per un romanzo dalle tinte gotiche”. E infatti Cuore nero è l’unico libro di Amabile Giusti ambientato a Palmi, in Calabria, la città dove vive.

La maggior parte dei suoi libri è ambientata ben più lontano, soprattutto negli Stati Uniti (“Un’amica che ha viaggiato molto negli USA mi aiuta con la verosimiglianza”). E poi naturalmente c’è l’Inghilterra dell’epoca regency, sul cui sfondo si muovono i protagonisti dei suoi romanzi storici firmati con il nom de plume di Virginia Dellamore. “Mi sono voluta mettere alla prova con uno pseudonimo”, ha spiegato. “Volevo vedere se mi avrebbero letto lo stesso non sapendo che si trattava di me”: una scelta meno insolita di quanto si potrebbe pensare, considerando che J.K. Rowling ha fatto lo stesso con i libri di Cormoran Strike, pubblicati sotto il nome di Robert Galbraith. “Sono uscita allo scoperto quando ormai si erano sparsi i sospetti ed era diventato un po’ il segreto di Pulcinella”.

I romanzi storici per Giusti sono una vera e propria evasione dalla realtà, un momento di riposo. Per lei sono “come l’intervallo a scuola”, anche se richiedono studi e ricerche attenti e meticolosi perché sbagliare è facilissimo. “In un romanzo - ci ha raccontato - ho fatto sposare la protagonista in bianco, per poi scoprire che la tradizione dell’abito bianco è stata introdotta soltanto in epoca vittoriana”.

Scrivere due libri contemporaneamente è fuori discussione (“Mi immergo totalmente nella vicenda, sono una monogama letteraria!”). Il modus operandi di Giusti è sempre lo stesso: un libro per volta, senza distrazioni. Passa a un nuovo romanzo solo dopo aver chiuso quello precedente, e dire addio ai personaggi non è sempre facile. “Lasciarli mi fa sentire come quando saluti in stazione un amico che ti è stato accanto in un momento difficile”, ha detto. “Sai che lo sentirai per telefono, ma non sarà più la stessa cosa”.

Cuore nero di Amabile Giusti

A diciassette anni ci si può imbattere nel vero amore? E ciò che si chiede Giulia quando quel sentimento irrompe nella sua vita. Prima di allora era una ragazza indipendente, segnata dal burrascoso divorzio dei genitori, con una visione tutt'altro che romantica dei rapporti sentimentali.

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Quello dell’autrice di romanzi d’amore è un lavoro ancora oggi carico di pregiudizi di stampo sessista e di doppi standard. “La storia d’amore scritta da una donna è un romanzetto rosa, quella scritta da un uomo è alta letteratura”, ha detto Giusti. “Se a scrivere un romanzo d’amore è una donna, allora lei è una scrittrice di Harmony. Se lo fa un uomo, viene incensato come un sensibile conoscitore della natura femminile, capace di indagare l’animo umano”.

“Il romanzo rosa viene subito considerato non femminista”, ha spiegato Amabile Giusti. “Ma non sono d’accordo. Per me, è femminista tutto ciò che una donna fa perché le piace e non perché viene costretta dalla società, che si tratti di fare la madre o la manager”.

Quello dell’amore, del resto, è un tema universale che non riguarda solo le donne. “Conosco autrici che cercano di spaziare in altri generi perché la storia d’amore viene spesso giudicata in maniera negativa”, ha detto. “Ma è un pregiudizio. La storia d’amore può essere scritta bene e scandagliare l’animo dei personaggi; può essere profonda e divertente al tempo stesso. Perché dovrebbe essere solo di serie B? A me piace l’idea di nobilitare la storia d’amore. E continuerò a scriverne sempre”.

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